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 Bologna, mercoledì 9 luglio 2003
Borzoi: scheda monografica
Il cane degli Zar


In questa newsletter, innauguriamo con cadenza mensile, una serie di importanti schede monografiche sulle razze canine meno conosciute. Oggi parliamo del Borzoi o Levriero Russo. Cane dal nobile comportamento, elegante e dai tratti fini; abbiamo chiesto informazioni ad un esperto, l'allevatore Giovanni Sau. Stampa ed archivia queste schede. Se vuoi accedere ad altre foto di Borzoi, vai nella Gallery. Borzoi o Levriero russo: il cane degli Zar Le documentazioni attendibili, piuttosto scarse, soprattutto quelle iconiche, rendono plausibili le teorie dei due principali studiosi, lo Studer e il Keller. Secondo il primo, il gruppo dei levrieri deriverebbe da due ceppi: uno settentrionale al quale risalirebbero i levrieri britannici, con luogo di partenza la Britannia o la Gallia nord - orientale; uno meridionale che trarrebbe le sue più remote origini dal Paria Indiano, le cui forme snelle-immediatamente alludenti alla caccia di corsa -richiamano lo sciacallo Africano. Secondo il Keller, invece, tutti i levrieri avrebbero una comune origine nell’Etiopia,da qui lo avrebbero ricevuto gli Egiziani i quali, a loro volta, lo avrebbero diffuso in Asia e, da qui in Europa. Attraverso il Mar Nero, in particolare, sarebbe giunto al nord. Qui i freddi polari spiegherebbero il pelo lungo, folto, particolarmente idoneo per mantenere a norma il calore corporeo nelle più dure situazioni di “ lavoro ” e di vita. In questo processo di tipizzazione molto è pensabile che sia dovuto ad incroci con cani da pastore autoctoni. Pubblicisti tedeschi riferiscono di una antica cronaca secondo la quale, al suo matrimonio con Enrico I° di Francia ( 1051 ), Anna di Russia ( 1024 - 1075 ) , figlia di Jaroslaw, Gran Principe di Kiev, portò in dote tre cani: uno bianco, uno nero, uno rosso. Al momento attuale delle ricerche, è difficile dire con certezza la razza di questi cani . Molto più sicura, invece, l’informazione proveniente da un messale Russo del sec. XVI , in una miniatura del quale appaiono cani che hanno già le caratteristiche salienti del Borzoi : testa sottile, piccole orecchie ritte, code a forma di falce, pelo ondulato . Nella miniatura, i cani accompagnano il pellegrinaggio del Granduca Wassilij Ivanowitsch ( 1503 - 1533 ), padre di Ivan il Terribile, primo Zar di Russia . Notizia importante perché ci testimonia l’interesse e l’affetto dei sovrani Russi per una razza canina che, se il monaco miniaturista è stato fedele nella sua rappresentazione ( e non vediamo motivo per dubitarne ), potremmo definire simil - Borzoi. L’esistenza di levrieri con queste caratteristiche avrebbe un’ulteriore conferma - sempre stando ai pubblicisti Tedeschi - in altre due notizie di quel periodo: nel 1519 Re Cristian di Danimarca avrebbe regalato tre Borzoi a Francesco I° Re di Francia ; il già citato Ivan il Terribile ( 1533 -1584 ) avrebbe mantenuto un “ cortile principesco di cani maschi “ a Luzinsk, nelle vicinanze di Mosca. Facile, dunque, pensare ai levrieri del messale e all’interesse per nulla occasionale nei loro confronti della corte russa. Il grande interesse per il Borzoi prosegue in Russia sulla scorta della corte imperiale e delle varie “corti “ della nobiltà terriera russa, dove la caccia, come nelle restanti corti europee, costituisce uno status - symbol della nobiltà . E dove però, anche, il levriero genericamente definito oggi come “ Russo “, subisce diverse selezioni, in rapporto anche alle diversità culturali e ambientali della Russia, spesso non comunicanti fra di loro a causa delle grandi distanze. Nel XIX secolo il Levriero “ Borzoi “ è già in sintesi definito, ma con caratteristiche sulle quali i vari allevatori non riescono ancora a trovare punti di accordo: chi vorrebbe far prevalere una caratteristica, chi un’altra . Tutto ciò rende di fatto difficile i primi tentativi di arrivare a uno standard unificato, del quale pure si avverte la necessità, stante il grande e crescente interesse suscitato da questa razza.
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